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giovedì 2 ottobre 2014

E-cig o e-cigarette

mercoledì 31 ottobre 2012

Se le donne smettono entro i 30 vivono dieci anni di piu


Per smettere di fumare non è mai troppo tardi: la salute ci guadagna comunque. Meglio, però, chiudere con il vizio il prima possibile, soprattutto per le donne. Uno studio pubblicato su Lancet dai ricercatori dell'University of Oxford condotto su 1,3 milioni di donne nel Regno Unito ha infatti calcolato che le giovani donne che smettono di fumare entro i 30 anni allontanano definitivamente i rischi di mortalità per malattie legate al tabacco, quelle che si fermano intorno ai 30 perdono in media, rispetto alle non fumatrici, un mese di vita e quelle che, invece, riescono a ravvedersi entro i 40 muoiono un anno più giovani delle coetanee che non hanno mai acceso una «bionda». Le rappresentanti del gentil sesso che continuano a fumare, invece, muoiono in media 11 anni più giovani di chi non ha mai iniziato.

Reclutate tra il 1996 e il 2001 le donne - tutte nate tra il 1938 e il 1960, fumatrici (20%), ex-fumatrici (28%) e non fumatrici (52%) - sono state classificate in base all'età, al numero di sigarette fumate ogni giorno - se fumatrici - o in base agli anni in cui avevano smesso di fumare - se ex fumatrici - e poi riesaminate 3 e 8 anni dopo la fine dello studio.

I dati hanno dimostrato che anche coloro che fumano meno di 10 sigarette al giorno hanno maggiori probabilità di morire prima per malattie legate al fumo rispetto alle non fumatrici, e che a fare la differenza è il tempo trascorso a fumare, più che il numero di sigarette: «Fumare 10 sigarette al giorno per 40 anni è molto più pericoloso che fumarne 20 al giorno per 20 anni, e anche se si fuma solo qualche sigaretta al giorno si ha il doppio delle probabilità di morire durante la mezza età», spiega Richard Peto, uno degli autori allo studio, mentre - spiega - risulta più complesso misurare il rischio per la salute provocato dal «fumo sociale», che generalmente consiste in un paio di sigarette a settimana - in occasioni, appunto, di socializzazione.

Dai dati è emerso, spiegano i ricercatori, che l'eccesso di mortalità tra i fumatori rispetto ai non fumatori è principalmente dovuto da malattie che, come il cancro del polmone, possono essere causate dal fumo. Dal confronto con i tassi di mortalità britannici nazionali è emerso che i tassi di mortalità triplicano tra chi ha il vizio del fumo, che prima dell'80° compleanno muoiono in media il 22% dei non fumatori e il 53% dei fumatori, e che questi ultimi vivono in media 11 anni in meno.

di Miriam Cesta (29/10/2012)

FONTE: salute24

mercoledì 17 ottobre 2012

IL FUMO IN MACCHINA E' LETALE

In auto le concentrazioni di particelle nocive aumentano sensibilmente


Respirare fumo di sigaretta in macchina è molto più pericoloso che farlo in qualsiasi altro luogo e fa addirittura più male dei fumi di scarico delle automobili. A sostenerlo è uno studio dell'Università di Aberdeen, in Scozia, pubblicato sulla rivista Tobacco Control.
Le concentrazioni di particelle, ovvero l'insieme di sostanze sospese in aria come metalli, particelle carboniose, fibre ecc., sono centuplicate nell'abitacolo di un guidatore che fuma. I ricercatori scozzesi hanno analizzato 17 guidatori, fra cui 14 fumatori, nel corso di 104 viaggi in auto di durata variabile fra i 5 e i 70 minuti. Gli autori della sperimentazione hanno misurato i livelli di particolato una volta al minuto nell'area posteriore del veicolo, dove si posizionano di solito i bambini. Da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d'aria nelle auto dei non fumatori si passava agli 85 microgrammi per metro cubo nelle auto dei fumatori accaniti, con punte di 880 microgrammi a seconda del numero di sigarette fumate.
"I bimbi sono più a rischio - spiegano gli scienziati - a causa di una maggior frequenza respiratoria, di un sistema immunitario meno sviluppato e del fatto che spesso sono troppo piccoli per avere la possibilità di spostarsi a seconda della direzione del fumo, in modo da evitarlo". 
Alcuni esperti della British Medical Association, l'Associazione dei medici inglesi, hanno proposto il divieto assoluto di fumare in macchina.
Secondo gli esperti inglesi, quando si fuma in macchina le concentrazioni di particelle nocive sono 27 volte più alte di quelle che si registrano nelle case di chi fuma, e 20 volte più alte rispetto ai locali pubblici, nei paesi in cui non esistono divieti in tal merito. Il problema sono le dimensioni ridotte dell'abitacolo rispetto alle case e la presenza di materiali che trattengono più a lungo le particelle pericolose per l'organismo, in primo luogo la tappezzeria dell'automobile. Con una frase solo apparentemente provocatoria, i medici inglesi ammoniscono: “sarebbe più sicuro deviare il tubo di scarico dell'auto all'interno dell'abitacolo che fumare in macchina".

17/10/2012 Andrea Sperelli

( Fonte: www.italiasalute.it )

sabato 22 ottobre 2011

FUMO SIGARETTA

(18 ottobre 2011) BARI- E’ una vera e propria malattia cronica che può seriamente condizionare la qualità della vita della persona, soprattutto sul lavoro. Di cosa stiamo parlando? Dell’emicrania. Le cause scatenanti sono davvero tante:  sesso, poche ore di sonno, ciclo mestruale. E ancora: “Nel 75% dei casi, l’elemento che scatena il mal di testa è lo stress quotidiano – afferma Luigi Alberto Pini, presidente della Sisc”.





Ma non finisce qui perché a  far venire un bel  mal di testa ci sarebbero persino una serie di odori specifici: odori di bruciato, fumo di sigaretta, marcio e “foie gras”. La scoperta arriva dai ricercatori del Centro Montefiore sulle emicranie di New York

Stando agli esperi, l’allucinazione sensoriale fa parte dell’aura che precede il dolore, più rara rispetto a quelle visive (flash o luci) e fisiche (formicolii e torpori), che colpiscono circa il 30%  delle persone che soffre di emicranie ricorrenti.

L'emicrania si manifesta nel 10-15% della popolazione; sono colpite più donne che uomini. Interessa un 5% dei bambini, ma generalmente inizia dopo la pubertà, per avere la massima incidenza tra i 35 e i 45 anni. Il dolore è pulsante e spesso localizzato in un lato della testa. E' aggravato da attività fisica e accompagnato da un senso di stanchezza, ipersensibilità alla luce e ai rumori, nausea e vomito. Non raramente il dolore è cervicale. Gli attacchi possono durare da poche ore fino a vari giorni e possono essere molto disabilitanti, in genere comportano l'interruzione delle normali attività quotidiane.

Betty Leccese
FONTE:BARIMIA.COM

giovedì 8 settembre 2011

Il Fumo nuoce...



Come dire...il fumo nuoce alla salute, tenete questa immagine come sfondo del vostro computer o sul vostro smartphone, potrebbe aiutarvi a riflettere.
Autore: Aina Lorenzo