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martedì 11 ottobre 2016

KEYTRUDA - IL FARMACO CHE SCIOGLIE I TUMORI AL POLMONE COME FOSSE UNO SCIROPPO

Uno studio condotto in Australia per 12 mesi ha dimostrato come questo farmaco sia in grado di sciogliere questa tipologia di Tumore, quello ai Polmoni appunto. Questo porterebbe ad eliminare la chemioterapia...ALMENO PER QUESTA TIPOLOGIA DI TUMORE.

In questo studio, il nuovo farmaco ha impedito la diffusione della malattia in più della metà dei pazienti che si sono sottoposti a questa nuova cura.

Il Keytruda contiene il principio attivo del pembrolizumab, il quale scioglie letteralmente le cellule cancerose nei polmoni.



Il merito va alla Dottoressa Rina Hui, medico oncologo Australiano.

Keytruda è stato anche capace di annullare il camuffamento di quelle cellule capaci di mascherarsi da cellule sane, permettendo al sistema immunitario di riconoscerle e attaccarle.

Uno Sciroppo per sciogliere il Tumore ai Polmoni...Speriamo!

mercoledì 23 novembre 2011

lunedì 31 ottobre 2011

Sigarette radioattive , ci mancava solo questa.

SIGARETTE
RADIOATTIVE!!!

Che le sigarette facessero male si sapeva da un pezzo. Ma mai nessuno avrebbe pensato che fossero addirittura radioattive! Si, avete capito bene, stiamo parlando proprio di sigarette radioattive!

Circa 50 sostanze che vengono aspirate quotidianamente attraverso le sigarette sono radioattive, ma a creare sconcerto è la volontà delle aziende che hanno preferito tacere e non rivelare questa problematica. La denuncia arriva dai ricercatori dell’Università di Los Angeles su Nicotine and Tobacco Research. Fin dagli anni ’50 l’industria del tabacco aveva raccolto e segregato nei suoi archivi le prove di ciò che la presenza di questa sostanza significasse per la salute. Era giunta a quantificare il rischio a lungo termine: ogni 1.000 fumatori abituali sono almeno 120 i morti in più ogni anno per tumore del polmone che si possono attribuire direttamente all’emissione radioattiva. Ma solo nel 1998 è risultato chiaro che le informazioni fornite dall’industria del tabacco sono state per decenni fuorvianti e incomplete e solo le nostre successive verifiche hanno confermato la dimensione del rischio”, queste le parole di Hrayr Karagueuzian, uno dei responsabili di questo studio.
L’elemento incriminato e altamente dannoso sarebbe il Polonio 210 che è presente sulle foglie del tabacco. Marie Curie e suo marito Pierre Curie, ne descrissero le caratteristiche. “Studiando medicina si impara che le particelle alfa hanno una bassa capacità di penetrazione nei tessuti e raggio di azione corto, cioè i loro effetti si esauriscono a brevissima distanza dal punto in cui si depositano. Tali caratteristiche rendono queste particelle adatte per alcuni tipi di radioterapia locale, ma è tutt’altro che tranquillizzante immaginare un parallelo tra questa applicazione terapeutica e il loro arrivo, se veicolate dal fumo di sigaretta, sul tessuto polmonare sano.  Oltretutto, la loro emissione si attenua piuttosto lentamente: ci vogliono circa quattro mesi perché l’attività si dimezzi, un tempo considerato breve dai fisici che ragionano in termini di anni e a volta di secoli o millenni, ma decisamente lungo in un’ottica medica”, ha commentato a riguardo Alessandro Oliva, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Ospedale Mauriziano di Torino.
Una tecnica di trattamento del tabacco, risalente al 1980, sarebbe in grado di rimuovere il polonio, e quindi fare in modo di rendere le sigarette innocue, per quanto riguarda l’emissione radioattiva. Tale tecnica non è mai stata comunque applicata poiché  il processo modificherebbe a livello chimico la nicotina. questo andrebbe ad incidere a livello cerebrale e il momento di gratificazione che il fumatore riceve non l’accendere una sigaretta non ci sarebbe più. Tutto questo avrebbe portato ad una carenza della dipendenza e quindi ad un crollo delle vendite per le grandi industrie.
FONTE: Sabrina Spagnoli - redazione Romatg24.it

lunedì 17 ottobre 2011

Mozzicone di sigaretta


Mozziconi di sigaretta

INQUINAMENTO.
Mozziconi di sigaretta: rifiuti tossici per l’ambiente e la salute

I mozziconi di sigaretta, gettati via dagli 1,5 miliardi di fumatori nel mondo, sono tanto inquinanti e pericolosi per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali.
Purtroppo, a giudicare soltanto dalla quantità che vediamo dispersa nelle nostre strade, sembrano essere molto rari quei fumatori che si preoccupano di gettare la cicca della sigaretta nei cestini. C’è addirittura chi non si fa scrupoli a gettarla nel mare: nel Mediterraneo, per esempio, rappresentano il 40% dei rifiuti (il 9,5% sono bottiglie di plastica, l’8,5% sacchetti di plastica, il 7,6% lattine di alluminio).

Di questo argomento si è discusso lo scorso 21 Gennaio presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”.

Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

Lo studio ENEA - AUSL di Bologna mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. Sebbene il carico nocivo di ogni cicca sia basso (dell’ordine di milligrammi), il fattore che amplifica il problema è l’elevato numero di cicche prodotte.

La valutazione si basa su: il numero di fumatori (13 milioni), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).

Tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è comunque possibile affermare che il carico nocivo immesso in ambiente con i mozziconi di sigaretta è alquanto rilevante.
Nicotina
324 tonnellate
Polonio-210
1872 milioni di Bq
Composti organici volatili
1800 tonnellate
Gas tossici
21,6 tonnellate
Catrame e condensato
1440 tonnellate
Acetato di cellulosa
12240 tonnellate
Lo studio sottolinea inoltre che non esistendo normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni più attenti, la maggior parte delle cicche imbrattano il suolo o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. Da tutti questi fattori emerge la necessità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale.
I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro dovrebbero non solo emanare norme di comportamento, ma anche installare, come accade per altre tipologie di rifiuti, appositi raccoglitori per i mozziconi di sigaretta.
Il problema, è evidente, va affrontato da vari punti di vista, coinvolgendo diversi attori e notevoli risorse finanziarie. La sua risoluzione resta comunque legata intimamente al modo di agire dei fumatori: non basta ridurre il consumo di sigarette ma è necessaria l’adozione di comportamenti resposabili e rispettosi della propria e altrui salute.
Inoltre, è utile ricordare che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria.
Non dimentichiamo, poi, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il fumo come la principale causa mondiale di malattia e di morte prevenibile.
FONTE: PLEF.ORG

Spinello



Spinello



Sigaretta spenta

Sigarette elettroniche



Sigaretta elettronica



Sigaretta elettronica



Mozzicone dal web



Sigarette dal web



Sigaretta dal web



Sigarette dal web



martedì 4 ottobre 2011

Sigaretta elettronica

PARTE 3
Uso della sigaretta elettronica M4.

Trasporto e conservazione.
I meccanismi delle batterie automatiche, sono in grado di “sentire” oltre ai rumori anche i cambiamenti nella pressione dell'aria. Questo significa che possono essere attivate dal vento o da rumori forti.Anche le batterie manuali possono essere attivate inavvertitamente.Se una batteria viene attivata senza aspirazione può surriscaldare l'atomizzatore fino e provocare il suo danneggiamento o comunque diminuire anche drasticamente la sua durata complessiva, senza escludere la possibilità di arrecare ustioni anche gravi nel caso di conservazione a contatto diretto con il corpo.

>>> Attenzione:
Si consiglia di utilizzare una custodia per il trasporto della sigaretta elettronica quando non in uso, sia montata che smontata, o almeno di svitare di circa 1 giro pieno la batteria dall’atomizzatore per evitarne l’attivazione e il conseguente surriscaldamento.

Aspirazione con una sigaretta elettronica.
Aspirare con una e-sigaretta è diverso dall’aspirare con una sigaretta di tabacco e andrà imparato come qualsiasi nuova attività intraprendiamo.

Quando si aspira una sigaretta di tabacco, la maggior parte degli utenti lo fa per una durata di soli 1 o 2 secondi, mentre un’aspirata tipica con una e-sigaretta andrà da 3 a 4 secondi.
  • Quando si aspira con una batteria automatica, dev’essere fatto solo con la forza necessaria per attivarla (quando si attiva si accende il LED della stessa). Cosi anche l'aria aspirata dovrà essere molto più sottile, e non a bocca piena come a volte capita fare con una analogica. Più saranno leggere e lunghe le aspirate, migliori saranno i risultati.
  • Nell'uso dell’e-sigaretta con batteria manuale, premere il pulsante un’attimo prima di iniziare l’aspirazione e continuarla anche dopo aver rilasciato il pulsante, per circa la metà del tempo impiegato ad aspirare con il pulsante attivato (se avete aspirato circa 3 secondi con pulsante attivato, continuate per ulteriori 1,5 secondi dopo averlo rilasciato), questo per dare all’atomizzatore la possibilità di raffreddarsi meglio e più velocemente.
Bisogna tenere presente che un’aspirata troppo lunga (circa 6/7 secondi), causa un blocco temporaneo della batteria, che andrà da 10 secondi a circa 2 minuti, secondo la marca di batteria in vostro possesso. Questa è una caratteristica di sicurezza implementata per impedire il surriscaldamento dell’atomizzatore. Un ripetuto raggiungimento di questa soglia potrebbe danneggiare l’atomizzatore e basterà ridurre i tempi di aspirazione per evitarlo.
Se tutto questo vi può sembrare troppo macchinoso, ricordatevi che è solo una sensazione iniziale e che con la pratica e l’abitudine tutto diventerà praticamente istintivo.

>>> Attenzione:
Quando il LED della batteria si accende a intermittenza per almeno 5 volte, significa che la batteria è completamente scarica.
Durante l'utilizzo, controllare che l’atomizzatore non si surriscaldi. Se al tatto lo sentite molto caldo, aumentate l’intervallo tra un’aspirazione e l’altra per evitarlo.

FONTE:esigarettaportal.it

Sigaretta elettronica

PARTE 2
Guida all’uso di una sigaretta elettronica serie M4


Per iniziare.
La serie M4 è uno dei migliori vaporizzatori personali oggi disponibili sul mercato e, tra le mini e-sigarette, in particolare nella sua versione 01, è certamente la più stabile e versatile.Al fine di garantire le massime prestazioni per tutta la durata della sua vita, e la durata stessa della sua vita, è necessario trattare la vostra M4 con cura ed eseguire tutte le necessarie operazioni di manutenzione e pulizia regolarmente e correttamente.Questo manuale contiene certamente tutte le informazioni di base necessarie per l'uso e la cura della vostra M4, ma si consiglia di visitare comunque, anche periodicamente, i vari forum su internet dedicati all’e-sigaretta e questo in particolare: per imparare i nuovi e più avanzati metodi d'uso, di pulizia e manutenzione che vengono via via elaborati e sviluppati dagli stessi utenti e che spesso riescono anche a migliorare la durata e le prestazioni complessive della vostra e-sigaretta.Queste le varie misure con le quali viene commercializzata la M4.

Montaggio e primo utilizzo.Tenete presente che l'atomizzatore e la batteria sono collegati da fili, ma anche che si tratta di fili molto sottili. Questi due componenti dovrebbero essere avvitati insieme adottando una forza appena sufficiente a far toccare tra di loro gli anelli di metallo dei contatti. Senza stringere troppo, giacché questo può strappare i fili.La prima cartuccia applicata sull’atomizzatore è vuota, serve per proteggere l'archetto composto dal filamento dell'atomizzatore e non può essere usata per e-fumare.
  • Quando infilate o sfilate la cartuccia, fate in modo che sia bene allineata all’atomizzatore;
  • Non torcete la cartuccia mentre la infilate o la sfilate dall’atomizzatore o mentre è collegata allo stesso (questo potrebbe causare danni alle parti interne dell’atomizzatore).
  1. Rimuovere la cartuccia vuota di protezione dell’atomizzatore e infilarne una carica;
  2. Lasciarla a riposo per qualche minuto appoggiandola su un piano dalla parte della filettatura, in modo che il liquido abbia il tempo di penetrare nell’atomizzatore.
Questa procedura si rende necessaria solo la prima volta che usate la vostra M4.Ricarica - Con caricabatterie USB da adattatore AC o da porta USB.
  1. Collegate l’adattatore AC e il caricabatterie USB.
  2. Collegate l’adattatore e il caricabatterie cosi assemblati ad una presa a muro, o solo il caricabatterie ad un porta USB.
  3. Assicuratevi che il LED del caricabatterie sia acceso con un verde fisso (o blu su alcuni caricabatterie).
  4. Avvitate delicatamente la batteria nel caricabatterie - SENZA FORZARE!
  5. Il LED del caricabatterie cambierà in rosso per indicare la carica.
  6. Quando la batteria sarà completamente carica, il LED del caricabatterie ridiventerà verde (o blu).
>>> Attenzione:Se una volta collegato il caricabatterie alla corrente, senza aver avvitato la batteria, non si accende il LED di colore verde, lo stesso potrebbe essere fin da subito malfunzionante o essersi successivamente danneggiato. Il caricabatterie tenta periodicamente di tenere in carica la batteria. Per evitare un’eccessivo stress alle vostre batterie, non lasciatele collegate al caricabatterie per lunghi periodi.Ricarica - Primo utilizzo (carica condizionata).
  1. Caricare la batteria fino a che il LED del caricabatterie diventa verde.
  2. Lasciare la batteria in carica per ulteriori 2 ore.
  3. Assemblatela con l’atomizzatore e utilizzatela normalmente per 10-15 tiri.
  4. Rimettete la batteria in carica per 1 ulteriore ora, anche se il LED del caricabatterie ridiventa verde.
La batteria è ora pronta per l'uso normale.NB: Non vi è alcuna necessità di scaricare o ricaricare completamente le batterie dopo l’iniziale carica condizionata qui descritta.

FONTE:esigarettaportal.it

Sigaretta elettronica

PARTE 1
Nozioni di base sulla Sigaretta Elettronica.

La cosiddetta “Sigaretta Elettronica” non è altro che un dispositivo inalatore personale per la produzione di vapore molto miniaturizzato; ad esempio, rispetto a quelli dedicati alla produzione di fumo da palco o per ambientazione scenica, e che, nel nostro caso, viene alimentato, oltre che dalla corrente elettrica messa a disposizione dell’atomizzatore - che produce materialmente il vapore -, da una batteria dedicata, da un prodotto naturale estratto dal Glicole, la Glicerina, da un suo derivato, ilPropilenglicole, o da una miscela dei due componenti - additivati o meno con varie percentuali di Nicotina -, oltre alla possibilità di usare praticamente qualsiasi tipo diaroma alimentare esistente per, appunto, aromatizzare il liquido utilizzato.

Questa sigaretta elettronica è composta da più parti indissolubilmente correlate tra loro, proprio come nell’immagine quì sotto,

e quì esplosa,

ma che esporremo di seguito dettagliatamente, a cominciare proprio dal cuore del sistema: l’atomizzatore.

Questo, come indicato sopra, ha il compito di generare il “fumo” facendo evaporare il liquido composto da Glicerina, Propilenglicole o da una miscela dei due componenti, anche aromatizzata.

La batteria, che mette a disposizione la corrente elettrica necessaria a scaldare l’atomizzatore.

La cartuccia, con il suo bicchierino interno che contiene l’ovatta di Polyestere e che funge come una sorta di serbatoio del liquido necessario all’atomizzatore per generare il vapore, allungandone l’autonomia.



Questo, in estrema sintesi, tutto l’apparato e il suo funzionamento, che vale sostanzialmente per qualsiasi tipo di e-sigaretta.
Tanto semplice quanto geniale.

FONTE: esigarettaportal.it