Il Blog per chi Fuma...e chi NO! Non ti piace il fumo e il suo odore ? Detesti chi getta a terra mozziconi di sigaretta riempiendo le nostre città e i nostri prati ? Oppure sei curioso di sapere come è nata la sigaretta che, se fumatore, ogni giorno ti accendi ?...Qui potrai scoprire composizione e storia, dal tabacco alla moderna sigaretta elettronica, inoltre spero troverai qualche buon consiglio per smettere, e se non basta ti potrebbe aiutare qualche foto. Vi presento, SmokkkY !
mercoledì 6 marzo 2013
mercoledì 31 ottobre 2012
Se le donne smettono entro i 30 vivono dieci anni di piu
mercoledì 17 ottobre 2012
IL FUMO IN MACCHINA E' LETALE
In auto le concentrazioni di particelle nocive aumentano sensibilmente
Le concentrazioni di particelle, ovvero l'insieme di sostanze sospese in aria come metalli, particelle carboniose, fibre ecc., sono centuplicate nell'abitacolo di un guidatore che fuma. I ricercatori scozzesi hanno analizzato 17 guidatori, fra cui 14 fumatori, nel corso di 104 viaggi in auto di durata variabile fra i 5 e i 70 minuti. Gli autori della sperimentazione hanno misurato i livelli di particolato una volta al minuto nell'area posteriore del veicolo, dove si posizionano di solito i bambini. Da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d'aria nelle auto dei non fumatori si passava agli 85 microgrammi per metro cubo nelle auto dei fumatori accaniti, con punte di 880 microgrammi a seconda del numero di sigarette fumate.
Alcuni esperti della British Medical Association, l'Associazione dei medici inglesi, hanno proposto il divieto assoluto di fumare in macchina.
Secondo gli esperti inglesi, quando si fuma in macchina le concentrazioni di particelle nocive sono 27 volte più alte di quelle che si registrano nelle case di chi fuma, e 20 volte più alte rispetto ai locali pubblici, nei paesi in cui non esistono divieti in tal merito. Il problema sono le dimensioni ridotte dell'abitacolo rispetto alle case e la presenza di materiali che trattengono più a lungo le particelle pericolose per l'organismo, in primo luogo la tappezzeria dell'automobile. Con una frase solo apparentemente provocatoria, i medici inglesi ammoniscono: “sarebbe più sicuro deviare il tubo di scarico dell'auto all'interno dell'abitacolo che fumare in macchina".
17/10/2012 Andrea Sperelli
lunedì 31 ottobre 2011
Sigarette radioattive , ci mancava solo questa.
lunedì 17 ottobre 2011
Mozziconi di sigaretta
Mozziconi di sigaretta: rifiuti tossici per l’ambiente e la salute
Purtroppo, a giudicare soltanto dalla quantità che vediamo dispersa nelle nostre strade, sembrano essere molto rari quei fumatori che si preoccupano di gettare la cicca della sigaretta nei cestini. C’è addirittura chi non si fa scrupoli a gettarla nel mare: nel Mediterraneo, per esempio, rappresentano il 40% dei rifiuti (il 9,5% sono bottiglie di plastica, l’8,5% sacchetti di plastica, il 7,6% lattine di alluminio).
Di questo argomento si è discusso lo scorso 21 Gennaio presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”.
Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.
Lo studio ENEA - AUSL di Bologna mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. Sebbene il carico nocivo di ogni cicca sia basso (dell’ordine di milligrammi), il fattore che amplifica il problema è l’elevato numero di cicche prodotte.
La valutazione si basa su: il numero di fumatori (13 milioni), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).
Tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è comunque possibile affermare che il carico nocivo immesso in ambiente con i mozziconi di sigaretta è alquanto rilevante.
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Nicotina
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324 tonnellate
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Polonio-210
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1872 milioni di Bq
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Composti organici
volatili
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1800 tonnellate
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Gas tossici
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21,6 tonnellate
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Catrame e
condensato
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1440 tonnellate
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Acetato di
cellulosa
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12240 tonnellate
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martedì 4 ottobre 2011
venerdì 23 settembre 2011
Smettere di Fumare AIUTA IL SESSO...
martedì 20 settembre 2011
Smettere di fumare aumenta il rischio diabete
Smettere aumenta il rischio diabete
Smettere di fumare è, o dovrebbe essere, l'obiettivo di tutti i fumatori accaniti, per salvaguardarepolmoni e salute. Ma dall'Inghilterra arrivano oggi i risultati di uno studio-shock: chi smette di fumare ha un rischio notevolmente maggiore rispetto ai non fumatori di sviluppare il diabete di tipo due. I ricercatori dell'istituto inglese John Jopkins, nello studio pubblicato su The Annals of Internal Medicine, hanno scoperto che gli ex fumatori, nei primi sei anni senza sigarette, corrono addirittura il 70% di rischi in piu' di diventare diabetici rispetto a chi non fuma.
Questo perché chi abbandona il vizio del tabacco tende a trovare rapidamente un sostituto, che quasi sempre e' il cibo. Ingrassando e mangiando male, dolci soprattutto, il diabete di tipo due, cioe' quello di origine alimentare (a differenza del tipo uno che e' congenito) e' in agguato. Gli studiosi della Johns Hopkins specificano, e non potrebbe essere altrimenti, che questo non vuol dire assolutamente che non si deve smettere di fumare, anzi. "Se fumi, devi smettere. Questa e' la cosa giusta da fare", scandisce la ricercatrice Jessica Yeh. "Ma chi smette deve stare molto attento al peso". Lo studio, basato su 10.892 adulti di mezza eta' seguiti per un periodo fino a 17 anni, ha scoperto che il rischio di sviluppare diabete di tipo due e' piu' alto nei primi tre anni dopo lo stop al fumo. Circa l'1,8% di chi ha smesso ha sviluppato il diabete ogni anno, durante questo periodo. Mentre se non lo si sviluppa fino a 10 anni dopo aver smesso di fumare, i rischi di diabete tornano nella norma.
Chi continua a fumare, al contrario, ha un rischio di diabete maggiore del 30% rispetto ai non fumatori. Il fumo fa venire il diabete, insomma, ma smettere senza tenere sotto controllo la linea ci mette ancora piu' a rischio. Non a caso in media, durante i primi tre anni di studio, chi ha smesso di fumare ha guadagnato circa 3,8 chili di peso. Il diabete di tipo due, se non trattato, puo' provocare malattie gravi, e complicanze come cecita', insufficienza renale e danni al sistema nervoso. Uno dei principali fattori di rischio e' proprio il sovrappeso, tanto che l'aumento dell'obesita' in tutto il mondo sviluppato e' coinciso con un grande aumento della diffusione del diabete.
FONTE: Affaritaliani.it
giovedì 8 settembre 2011
Il Fumo nuoce...




