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martedì 11 ottobre 2016

KEYTRUDA - IL FARMACO CHE SCIOGLIE I TUMORI AL POLMONE COME FOSSE UNO SCIROPPO

Uno studio condotto in Australia per 12 mesi ha dimostrato come questo farmaco sia in grado di sciogliere questa tipologia di Tumore, quello ai Polmoni appunto. Questo porterebbe ad eliminare la chemioterapia...ALMENO PER QUESTA TIPOLOGIA DI TUMORE.

In questo studio, il nuovo farmaco ha impedito la diffusione della malattia in più della metà dei pazienti che si sono sottoposti a questa nuova cura.

Il Keytruda contiene il principio attivo del pembrolizumab, il quale scioglie letteralmente le cellule cancerose nei polmoni.



Il merito va alla Dottoressa Rina Hui, medico oncologo Australiano.

Keytruda è stato anche capace di annullare il camuffamento di quelle cellule capaci di mascherarsi da cellule sane, permettendo al sistema immunitario di riconoscerle e attaccarle.

Uno Sciroppo per sciogliere il Tumore ai Polmoni...Speriamo!

mercoledì 1 ottobre 2014

mercoledì 31 ottobre 2012

Se le donne smettono entro i 30 vivono dieci anni di piu


Per smettere di fumare non è mai troppo tardi: la salute ci guadagna comunque. Meglio, però, chiudere con il vizio il prima possibile, soprattutto per le donne. Uno studio pubblicato su Lancet dai ricercatori dell'University of Oxford condotto su 1,3 milioni di donne nel Regno Unito ha infatti calcolato che le giovani donne che smettono di fumare entro i 30 anni allontanano definitivamente i rischi di mortalità per malattie legate al tabacco, quelle che si fermano intorno ai 30 perdono in media, rispetto alle non fumatrici, un mese di vita e quelle che, invece, riescono a ravvedersi entro i 40 muoiono un anno più giovani delle coetanee che non hanno mai acceso una «bionda». Le rappresentanti del gentil sesso che continuano a fumare, invece, muoiono in media 11 anni più giovani di chi non ha mai iniziato.

Reclutate tra il 1996 e il 2001 le donne - tutte nate tra il 1938 e il 1960, fumatrici (20%), ex-fumatrici (28%) e non fumatrici (52%) - sono state classificate in base all'età, al numero di sigarette fumate ogni giorno - se fumatrici - o in base agli anni in cui avevano smesso di fumare - se ex fumatrici - e poi riesaminate 3 e 8 anni dopo la fine dello studio.

I dati hanno dimostrato che anche coloro che fumano meno di 10 sigarette al giorno hanno maggiori probabilità di morire prima per malattie legate al fumo rispetto alle non fumatrici, e che a fare la differenza è il tempo trascorso a fumare, più che il numero di sigarette: «Fumare 10 sigarette al giorno per 40 anni è molto più pericoloso che fumarne 20 al giorno per 20 anni, e anche se si fuma solo qualche sigaretta al giorno si ha il doppio delle probabilità di morire durante la mezza età», spiega Richard Peto, uno degli autori allo studio, mentre - spiega - risulta più complesso misurare il rischio per la salute provocato dal «fumo sociale», che generalmente consiste in un paio di sigarette a settimana - in occasioni, appunto, di socializzazione.

Dai dati è emerso, spiegano i ricercatori, che l'eccesso di mortalità tra i fumatori rispetto ai non fumatori è principalmente dovuto da malattie che, come il cancro del polmone, possono essere causate dal fumo. Dal confronto con i tassi di mortalità britannici nazionali è emerso che i tassi di mortalità triplicano tra chi ha il vizio del fumo, che prima dell'80° compleanno muoiono in media il 22% dei non fumatori e il 53% dei fumatori, e che questi ultimi vivono in media 11 anni in meno.

di Miriam Cesta (29/10/2012)

FONTE: salute24

mercoledì 17 ottobre 2012

IL FUMO IN MACCHINA E' LETALE

In auto le concentrazioni di particelle nocive aumentano sensibilmente


Respirare fumo di sigaretta in macchina è molto più pericoloso che farlo in qualsiasi altro luogo e fa addirittura più male dei fumi di scarico delle automobili. A sostenerlo è uno studio dell'Università di Aberdeen, in Scozia, pubblicato sulla rivista Tobacco Control.
Le concentrazioni di particelle, ovvero l'insieme di sostanze sospese in aria come metalli, particelle carboniose, fibre ecc., sono centuplicate nell'abitacolo di un guidatore che fuma. I ricercatori scozzesi hanno analizzato 17 guidatori, fra cui 14 fumatori, nel corso di 104 viaggi in auto di durata variabile fra i 5 e i 70 minuti. Gli autori della sperimentazione hanno misurato i livelli di particolato una volta al minuto nell'area posteriore del veicolo, dove si posizionano di solito i bambini. Da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d'aria nelle auto dei non fumatori si passava agli 85 microgrammi per metro cubo nelle auto dei fumatori accaniti, con punte di 880 microgrammi a seconda del numero di sigarette fumate.
"I bimbi sono più a rischio - spiegano gli scienziati - a causa di una maggior frequenza respiratoria, di un sistema immunitario meno sviluppato e del fatto che spesso sono troppo piccoli per avere la possibilità di spostarsi a seconda della direzione del fumo, in modo da evitarlo". 
Alcuni esperti della British Medical Association, l'Associazione dei medici inglesi, hanno proposto il divieto assoluto di fumare in macchina.
Secondo gli esperti inglesi, quando si fuma in macchina le concentrazioni di particelle nocive sono 27 volte più alte di quelle che si registrano nelle case di chi fuma, e 20 volte più alte rispetto ai locali pubblici, nei paesi in cui non esistono divieti in tal merito. Il problema sono le dimensioni ridotte dell'abitacolo rispetto alle case e la presenza di materiali che trattengono più a lungo le particelle pericolose per l'organismo, in primo luogo la tappezzeria dell'automobile. Con una frase solo apparentemente provocatoria, i medici inglesi ammoniscono: “sarebbe più sicuro deviare il tubo di scarico dell'auto all'interno dell'abitacolo che fumare in macchina".

17/10/2012 Andrea Sperelli

( Fonte: www.italiasalute.it )

sabato 22 ottobre 2011

FUMO SIGARETTA

(18 ottobre 2011) BARI- E’ una vera e propria malattia cronica che può seriamente condizionare la qualità della vita della persona, soprattutto sul lavoro. Di cosa stiamo parlando? Dell’emicrania. Le cause scatenanti sono davvero tante:  sesso, poche ore di sonno, ciclo mestruale. E ancora: “Nel 75% dei casi, l’elemento che scatena il mal di testa è lo stress quotidiano – afferma Luigi Alberto Pini, presidente della Sisc”.





Ma non finisce qui perché a  far venire un bel  mal di testa ci sarebbero persino una serie di odori specifici: odori di bruciato, fumo di sigaretta, marcio e “foie gras”. La scoperta arriva dai ricercatori del Centro Montefiore sulle emicranie di New York

Stando agli esperi, l’allucinazione sensoriale fa parte dell’aura che precede il dolore, più rara rispetto a quelle visive (flash o luci) e fisiche (formicolii e torpori), che colpiscono circa il 30%  delle persone che soffre di emicranie ricorrenti.

L'emicrania si manifesta nel 10-15% della popolazione; sono colpite più donne che uomini. Interessa un 5% dei bambini, ma generalmente inizia dopo la pubertà, per avere la massima incidenza tra i 35 e i 45 anni. Il dolore è pulsante e spesso localizzato in un lato della testa. E' aggravato da attività fisica e accompagnato da un senso di stanchezza, ipersensibilità alla luce e ai rumori, nausea e vomito. Non raramente il dolore è cervicale. Gli attacchi possono durare da poche ore fino a vari giorni e possono essere molto disabilitanti, in genere comportano l'interruzione delle normali attività quotidiane.

Betty Leccese
FONTE:BARIMIA.COM

martedì 20 settembre 2011

Notizie ANSA

(ANSA)- ROMA, 13 MAG - Nuova frontiere per il riciclaggio di rifiuti: secondo un nuovo studio cinese anche i mozziconi di sigaretta, ''una delle forme piu' onnipresenti di spazzatura'' sul nostro pianeta, possono entrare concretamente nel processo per salvare l'ambiente. Dall'analisi, pubblicata sulla rivista Industrial ACS '& Engineering Chemistry Research, e' stato evidenziato come i 4.500 miliardi di mozziconi di sigarette che ogni anno, e' stimato, appestano l'ambiente, possano diventare un nuovo 'improbabile' tesoro per i programmi di riciclaggio: i resti delle amate 'bionde' possono essere riutilizzati per prevenire la corrosione dell'acciaio del tipo N80, utilizzato ampiamente nell'industria del petrolio. Un nuovo uso pratico per i resti delle sigarette che, venendo raccolti dalle strade per entrare attivamente nel processo di riciclo, aiuterebbero a risolvere i danni che le tossine dei mozziconi creano a pesci e ambiente. I ricercatori hanno infatti dimostrato che attraverso la nicotina questo tipo di acciaio viene protetto dalla ruggine anche in condizioni difficili, prevenendo cosi' anche danni costosi e interruzioni nella produzione del greggio. (ANSA).

Smettere di fumare aumenta il rischio diabete

Smettere aumenta il rischio diabete

Mercoledí 06.01.2010 12:21

Smettere di fumare è, o dovrebbe essere, l'obiettivo di tutti i fumatori accaniti, per salvaguardarepolmoni e salute. Ma dall'Inghilterra arrivano oggi i risultati di uno studio-shock: chi smette di fumare ha un rischio notevolmente maggiore rispetto ai non fumatori di sviluppare il diabete di tipo due. I ricercatori dell'istituto inglese John Jopkins, nello studio pubblicato su The Annals of Internal Medicine, hanno scoperto che gli ex fumatori, nei primi sei anni senza sigarette, corrono addirittura il 70% di rischi in piu' di diventare diabetici rispetto a chi non fuma.

Questo perché chi abbandona il vizio del tabacco tende a trovare rapidamente un sostituto, che quasi sempre e' il cibo. Ingrassando e mangiando male, dolci soprattutto, il diabete di tipo due, cioe' quello di origine alimentare (a differenza del tipo uno che e' congenito) e' in agguato. Gli studiosi della Johns Hopkins specificano, e non potrebbe essere altrimenti, che questo non vuol dire assolutamente che non si deve smettere di fumare, anzi. "Se fumi, devi smettere. Questa e' la cosa giusta da fare", scandisce la ricercatrice Jessica Yeh. "Ma chi smette deve stare molto attento al peso". Lo studio, basato su 10.892 adulti di mezza eta' seguiti per un periodo fino a 17 anni, ha scoperto che il rischio di sviluppare diabete di tipo due e' piu' alto nei primi tre anni dopo lo stop al fumo. Circa l'1,8% di chi ha smesso ha sviluppato il diabete ogni anno, durante questo periodo. Mentre se non lo si sviluppa fino a 10 anni dopo aver smesso di fumare, i rischi di diabete tornano nella norma.

Chi continua a fumare, al contrario, ha un rischio di diabete maggiore del 30% rispetto ai non fumatori. Il fumo fa venire il diabete, insomma, ma smettere senza tenere sotto controllo la linea ci mette ancora piu' a rischio. Non a caso in media, durante i primi tre anni di studio, chi ha smesso di fumare ha guadagnato circa 3,8 chili di peso. Il diabete di tipo due, se non trattato, puo' provocare malattie gravi, e complicanze come cecita', insufficienza renale e danni al sistema nervoso. Uno dei principali fattori di rischio e' proprio il sovrappeso, tanto che l'aumento dell'obesita' in tutto il mondo sviluppato e' coinciso con un grande aumento della diffusione del diabete.


FONTE: Affaritaliani.it

giovedì 8 settembre 2011

Un pò di arte...

Forse è il momento...di smettere.
Autore: Aina Lorenzo

Un pò di arte...

Mi pare ovvio il significato...
Autore: Aina Lorenzo

Il Fumo nuoce...



Come dire...il fumo nuoce alla salute, tenete questa immagine come sfondo del vostro computer o sul vostro smartphone, potrebbe aiutarvi a riflettere.
Autore: Aina Lorenzo